
PAC, SQUARTA (FDI-ECR): “RISULTATO CONCRETO GRAZIE A GOVERNO MELONI”
BRUXELLES, 08 DIC –
“Le maggiori risorse destinate alla Politica agricola comune rappresentano un risultato politico concreto, frutto dell’azione determinata del governo guidato da Giorgia Meloni e della credibilità che l’Italia ha saputo ricostruire in Europa”: lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR Marco Squarta, commentando – in una sua nota – la decisione della Commissione europea di rendere disponibili ulteriori 45 miliardi di euro per la Pac a partire dal 2028.
“Grazie alla postura assunta dall’Italia al Consiglio europeo del 18 dicembre, al lavoro del ministro Lollobrigida e all’impegno costante della delegazione italiana al Parlamento europeo – prosegue Squarta – oggi possiamo parlare di un’inversione di rotta rispetto alla proposta iniziale della Commissione: per il periodo 2028-2034 gli agricoltori italiani potranno contare su risorse addirittura superiori all’attuale programmazione, con circa 10 miliardi in più rispetto alla proposta originaria”.
“Non si tratta soltanto di quantità di risorse – aggiunge – ma di una scelta politica chiara: difendere la specificità della Pac, garantire il reddito degli agricoltori, tutelare la sovranità alimentare e riequilibrare gli eccessi ideologici delle politiche green che negli ultimi anni hanno penalizzato il settore primario”.
“Sono inoltre segnali positivi – sottolinea Squarta – il rafforzamento delle clausole di salvaguardia nell’accordo Ue-Mercosur, il principio di reciprocità sugli standard delle importazioni e l’intervento sugli effetti distorsivi del meccanismo Cbam, in particolare sui fertilizzanti, che hanno inciso pesantemente sui costi per imprese agricole e consumatori. Tutti risultati ottenuti grazie alla fermezza dell’Italia nei negoziati europei”.
“Fa sorridere – conclude l’eurodeputato – il tentativo di una certa sinistra di riscoprirsi oggi improvvisamente paladina degli agricoltori dopo averli colpiti per anni con scelte ideologiche e ambientalismi punitivi. La stessa sinistra che in queste ore preferisce scendere in piazza per propaganda, arrivando a contestare l’arresto di un dittatore come Maduro, mentre i venezuelani all’estero festeggiano la fine di un regime. C’è chi lavora per il bene della propria nazione e chi utilizza le piazze per battaglie lontane dai problemi reali dei cittadini”.