
GIOVANI NEET, GEMMA (FdI-Ecr): “CHIEDO A UE STRUMENTI NON SOLO ECONOMICI”
STRASBURGO, 22 GEN –
“In Italia, la quota di giovani NEET rimane alta rispetto alla media europea: circa il 16 % dei giovani tra i 15 e i 29 anni non studia, non lavora né partecipa a percorsi di formazione o aggiornamento.
In termini numerici questo significa oltre 1,3 milioni di giovani senza un ruolo attivo nel mondo educativo o lavorativo. Si tratta di un dato nettamente superiore alla media europea, che evidenzia il divario tra Stati membri e come il fenomeno resti una sfida strutturale.
Dietro questi numeri non ci sono semplici statistiche, ma giovani che vivono scoraggiamento, isolamento e perdita di fiducia, e che non possono essere lasciati soli. Per questo è essenziale rafforzare l’integrazione tra sistemi educativi e mercato del lavoro, migliorare l’orientamento e creare incentivi per le imprese affinché investano su giovani competenti. In questo contesto, l’Unione Europea sta promuovendo iniziative per ridurre il tasso di NEET, fino a circa il 9% entro il 2030.
Chiedo quindi al Commissario come intenda l’Unione accompagnare questi giovani verso un lavoro vero e stabile, offrendo non solo strumenti economici, ma anche orientamento, vicinanza e fiducia, perché senza lavoro non c’è dignità e senza accompagnamento non c’è inclusione”. Lo dichiara Chiara Gemma, eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr e coordinatrice per il Gruppo Ecr in EMPL, intervenendo in Plenaria su Un nuovo piano d’azione per implementare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.