CONNECTING EUROPE FACILITY, SBERNA (FDI-ECR): “PROPOSTO COLLEGAMENTO TRA CONNETTIVITÀ E DIRITTO A RESTARE”

BRUXELLES, 25 FEB

“Il Connecting Europe Facility è uno strumento strategico che incide direttamente sulla capacità dell’Europa di restare unita, connessa e competitiva in un contesto geopolitico profondamente cambiato. E deve continuare a sostenere regioni rurali, insulari, periferiche, di confine e territori che affrontano sfide demografiche.
Per questo, ho voluto esplicitare nel testo il collegamento tra connettività e diritto a restare: senza infrastrutture adeguate, non c’è accesso ai servizi, non c’è sviluppo economico e non c’è possibilità per cittadini e imprese di costruire il proprio futuro nei territori di origine.
Ho inoltre inserito un riferimento esplicito anche alle regioni meridionali e periferiche. Il Mediterraneo, insieme alle regioni orientali rappresentano oggi una frontiera strategica. Rafforzare la loro connettività significa rafforzare l’intero mercato interno, migliorare la resilienza energetica, consolidare le reti logistiche e rafforzare la proiezione esterna dell’Unione.
Esistono progetti situati su territorio nazionale che sono essenziali per garantire la continuità funzionale dei corridoi TEN-T, rimuovendo colli di bottiglia o assicurando l’accesso ai porti core e agli hub multimodali. Inoltre, i nodi urbani, che pur non essendo un obiettivo autonomo del programma, sono fondamentali per il funzionamento dell’intera rete TEN-T. I nodi urbani, i porti, le connessioni di primo e ultimo miglio, le infrastrutture multimodali sono spesso il punto in cui si generano congestioni o inefficienze che compromettono l’intero corridoio”. Lo dichiara Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, intervenendo in qualità di relatrice per il Parlamento europeo in REGI sull’Istituzione del meccanismo per collegare l’Europa per il periodo 2028-2034.

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