
SERBIA, CIRIANI (FdI-ECR): “DA UE NECESSARIO APPROCCIO EQUILIBRATO”
STRASBURGO, 21 OTT –
“A un anno dalla tragedia di Novi Sad ci troviamo davanti a una situazione complessa che richiede innanzitutto responsabilità. La Serbia attraversa mesi di polarizzazione, con proteste diffuse e un confronto tra Governo e opposizione che si è irrigidito. È fuori dubbio che la risposta dello Stato debba rimanere ancorata allo Stato di diritto, tuttavia, sarebbe un errore leggere questa crisi solo come problema d’ordine pubblico: essa è un chiaro segnale di un equilibrio che si sta incrinando. L’ultimo sondaggio Eurobarometro riporta che l’adesione della Serbia all’Unione europea è sostenuta solamente dal 33% dei cittadiniserbi, il livello più basso tra i Paesi candidati.
Questo vuol dire che se l’Europa perde terreno politico a Belgrado, a trarne vantaggio sono attori con interessi a noi concorrenti, come Cina e Russia, con ricadute negative per la stabilità regionale. Per questo l’Unione deve mantenere un approccio equilibrato e costruttivo, rilanciando un’offerta europea di sviluppo e dialogo inclusivo.
Solo così potremo evitare che la delusione si trasformi in distacco, e che il distacco diventi allontanamento geopolitico: sarebbe una sconfitta per gli interessi europei”. Lo dichiara Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia/ECR coordinatore del Gruppo ECR in LIBE, intervenendo oggi in Plenaria su Polarizzazione e crescente repressione in Serbia a un anno dalla tragedia di Novi Sad.