
STUDY DAYS, ECR A ROMA: DIFESA DEI VALORI, SICUREZZA E PACE IN AGENDA
ROMA, 09 DIC –
I Conservatori Europei sono a Roma per gli Ecr Study Days, una tre giorni di dibattito a porte chiuse sui principali dossier europei. Radici cristiane dell’Europa, “modello Italia” per le politiche migratorie, politiche agricole e sovranita’ alimentare, leadership industriale e sicurezza energetica, sicurezza e difesa in Europa: saranno questi i principali temi trattati nella tre giorni. Fino al 12 dicembre, all’Anantara Palazzo Naiadi Hotel, si riuniranno gli eurodeputati del Gruppo ECR, composto dalle delegazioni di 18 Stati membri, a partire dalla delegazione ospitante di Fratelli d’Italia, e relatori di spicco delle istituzioni europee, nazionali e religiose, oltre a esponenti dell’industria, della giustizia, del giornalismo e della societa’ civile.
In rappresentanza del governo italiano parteciperanno i ministri Tommaso Foti e Adolfo Urso, oltre ai sottosegretari Isabella Rauti, Wanda Ferro e Patrizio Giacomo La Pietra. Previsto anche l’intervento del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. Infine, porteranno i loro saluti istituzionali il presidente del Senato Ignazio La Russa, i capigruppo di Fratelli d’Italia di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
“Siamo a Roma per le giornate di studio del gruppo dei conservatori europei, stanno arrivando decine di parlamentari da decine di nazioni diverse, in comune il desiderio di difendere i valori conservatori che sono i valori che definiscono il nostro essere europeo e quindi sono le radici cristiane, sono la difesa del nostro patrimonio popolare, sono la difesa delle nostre popolazioni anche rispetto a un’immigrazione di massa che rischia di mettere in pericolo la pace e la serenita’. Naturalmente ci sono anche sfide geopolitiche che in qualche modo oggi ci coinvolgono, insomma di questo e di molto altro parleremo in questi giorni a Roma, lo faremo come sempre a modo nostro con moderazione nei toni, ma molto fermi nei principi”. A parlare e’ il co-presidente dell’Ecr, Nicola Procaccini, che ha spiegato alla stampa quale sara’ la rotta che guidera’ gli Ecr Study Days.
“In un’Europa che in questo momento si sta veramente chiedendo chi e’, una a tre giorni come questa ci invita veramente a fare il punto della situazione, a riflettere sulle nostre radici e a fare anche un po’ un’agenda sulle priorita’ che vogliamo per la nostra Europa, per i cittadini che ci hanno eletto a rappresentarli e soprattutto in un contesto geopolitico internazionale che vede nel Vecchio Continente un punto di riferimento che deve riprendersi il ruolo che ha sempre avuto nella storia”, ha detto la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna ai giornalisti che gli chiedevano una replica alle parole del presidente Usa, Donald Trump che qualche giorno fa ha definito l’Unione Europea “in declino”. Un’occasione in piu’ quindi per riflettere. “Questa e’ una riunione del gruppo dei Conservatori Europei che in Europa sta contribuendo in modo significativo anche a segnare un’inversione di tendenza. Proprio nei giorni scorsi abbiamo avuto l’approvazione del regolamento nuovo della Difesa e sui paesi sicuri. Sono battaglie che sono state anche dei Fratelli d’Italia e che oggi trovano in Europa un loro consolidamento e una loro attuazione, ne prendiamo atto con soddisfazione”, ha ribadito il ministro per gli Affari Europei, Pnrr e Politiche di Coesione, Tommaso Foti.
La prima giornata di lavori romani, si svolge proprio nelle ore in cui Zelensky e’ a Palazzo Chigi per incontrare la premier Meloni, ed e’ inevitabile che la discussione di queste giornate affronti anche la discussione sul piano di pace in corso per porre fine alla guerra in Ucraina a quasi 4 anni dall’invasione russa. A fare il punto e’ Carlo Fidanza, capo delegazione italiano all’Europarlamento: “Naturalmente sosteniamo gli sforzi di pace di Trump. E’ importantissimo per l’Ucraina ma anche per l’intera Europa arrivare a garanzie di sicurezza che siano solide, che garantiscano l’Ucraina da possibili future aggressioni russe, che garantiscono anche la sicurezza complessiva del nostro continente ed e’ quello su cui Giorgia Meloni si sta spendendo ormai da mesi con la proposta di un’attuazione rimodulata dell’articolo 5 della Nato come garanzia di sicurezza e crediamo che questa sia la strada”.