
SPAGNA, CIRIANI (FDI-ECR): “MINISTRI SPAGNOLI RIFIUTANO PARTECIPAZIONE A RIUNIONE STRAORDINARIA”
BRUXELLES, 06 AGO –
“I ministri spagnoli dell’Interno e dell’Immigrazione hanno declinato l’invito a partecipare alla riunione straordinaria della commissione LIBE del Parlamento europeo dedicata alla crisi di Ceuta, scappando al confronto con gli eurodeputati. È una scelta politicamente grave. Oggi il Parlamento europeo si riunisce proprio per discutere quanto accaduto insieme al Commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, Magnus Brunner e alle autorità locali. Chi ha chiesto la solidarietà dell’Europa dovrebbe avere il coraggio di confrontarsi anche con le sue istituzioni e spiegare non solo come è stata gestita l’emergenza, ma soprattutto perché si è arrivati a una crisi di queste proporzioni”, dichiara Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR e Vice Coordinatore del gruppo ECR nella Commissione LIBE del Parlamento europeo.
“La vera domanda non è soltanto come sia stata gestita l’emergenza, ma perché la Spagna sia arrivata a questo punto. Le politiche di regolarizzazione di massa e l’approccio ideologico del Governo Sánchez hanno contribuito a creare un potente effetto di richiamo, rendendo la pressione migratoria sempre più difficile da governare.”
“Il Governo spagnolo non potrà continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità e dovrà fornire queste risposte al Parlamento europeo. Le conclusioni della riunione del Consiglio Affari Interni dell’UE, da sole, non sono sufficienti: occorre capire se Madrid intenda davvero allinearsi alla nuova strategia europea di contrasto all’immigrazione illegale oppure continuare a perseguire politiche che, di fatto, rappresentano un pericoloso fattore di instabilità per l’intera Unione.”
“Per anni la sinistra europea ha presentato Sánchez come il modello da contrapporre al Governo Meloni. Oggi quel modello mostra tutta la sua debolezza nello scenario europeo, scappando addirittura dal confronto con il Parlamento europeo. Una scelta inaccettabile che dimostra l’incapacità di difendere le proprie politiche migratorie e che pesa politicamente molto più di qualsiasi giustificazione.”