
ELECTROLUX, CIRIANI (FDI-ECR): “RICHIESTO INCONTRO URGENTE A COMMISSIONE UE. SERVE SOLUZIONE PER DIFENDERE LAVORO E INDUSTRIA”
BRUXELLES, 01 LUG –
“Abbiamo richiesto un incontro urgente al Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné, competente per la prosperità e la strategia industriale, per affrontare la crisi Electrolux e individuare una soluzione concreta a tutela dei lavoratori, degli stabilimenti produttivi e dell’industria europea degli elettrodomestici”.
Lo dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR Alessandro Ciriani, annunciando l’iniziativa promossa insieme al Capodelegazione Carlo Fidanza, al co-presidente del gruppo ECR Nicola Procaccini e ai colleghi della delegazione italiana di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo.
“La crisi Electrolux è il sintomo di una difficoltà profonda che riguarda l’intero sistema manifatturiero europeo. Un settore storico come quello degli elettrodomestici è oggi sotto pressione per costi insostenibili, concorrenza internazionale e regole che spesso penalizzano chi produce in Europa”, sottolinea Ciriani.
“Per il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, Electrolux e la sua filiera rappresentano da decenni occupazione, competenze e identità industriale. Ma la questione coinvolge diversi stabilimenti, regioni e Paesi europei: per questo serve una risposta europea, che non lasci soli i territori e non si limiti a prendere atto delle scelte delle multinazionali”.
“Abbiamo chiesto alla Commissione un confronto diretto per capire quali strumenti intenda mettere in campo per contribuire a una soluzione della crisi, sostenere il settore europeo degli elettrodomestici, garantire condizioni di concorrenza eque rispetto ai produttori extra-UE e impedire nuove delocalizzazioni”.
“L’Europa parla spesso di autonomia strategica, competitività e difesa della base industriale. La crisi Electrolux è un banco di prova concreto: servono iniziative reali per difendere lavoro, produzione e know-how. Senza industria non c’è sovranità, senza produzione non c’è occupazione e senza lavoro non c’è futuro per i nostri territori”, conclude Ciriani.