
RIFORMA FRONTEX, CIRIANI (FDI-ECR): “DECISIONI CONDIVISIBILI, L’EUROPA SEGUE LA LINEA DELL’ITALIA. FINALMENTE PIÙ OPERATIVITÀ, TECNOLOGIA E RAPIDITÀ CONTRO L’IMMIGRAZIONE ILLEGALE”
BRUXELLES, 27 OTT
“Le proposte presentate oggi dalla Commissione europea sulla riforma di Frontex sono condivisibili e vanno nella direzione giusta, quella indicata da tempo dal Governo italiano e dal Gruppo ECR al Parlamento europeo”.
Così Alessandro Ciriani, Eurodeputato di Fratelli d’Italia – ECR, commenta le proposte sulla riforma dell’Agenzia Europea.
“Come richiesto con forza dall’Italia, con queste decisioni si avrà un effettivo aumento dell’operatività e dell’efficacia di Frontex, che deve diventare sempre di più uno strumento per prevenire le emergenze e le crisi, come quella che abbiamo visto a Ceuta. Non si può intervenire solo a posteriori, serve capacità di previsione e di intervento immediato”.
“Positiva – prosegue Ciriani – la decisione di dotare l’Agenzia di tecnologie e strumenti all’avanguardia, a partire dal nuovo Centro dedicato al monitoraggio e alla risposta online per individuare minacce e contenuti illeciti legati ai rischi per la sicurezza delle frontiere. È la dimostrazione che la protezione degli Stati membri dalle migrazioni illegali che minacciano le frontiere esterne passa anche dal digitale e dall’intelligence”.
“Altrettanto importante è la creazione di una Forza di reazione rapida, dispiegabile con brevissimo preavviso su richiesta degli Stati membri che si trovano ad affrontare una situazione di emergenza, e il potenziamento fino a 30mila agenti con la nuova Riserva europea per le frontiere e i rimpatri. Frontex diventa finalmente il braccio operativo principale per i rimpatri, come deve essere”.
“Ancora una volta, anche su questo fronte, l’Europa sta seguendo la linea politica dell’Italia in materia di migrazione. Una politica basata sul pragmatismo, sulla concretezza e sulla necessità di una gestione ordinata e legale della migrazione, in netta controtendenza rispetto alla politica fallimentare delle porte aperte che ha messo in crisi il nostro continente per anni. Siamo noi a decidere chi può entrare e a quali condizioni, come ha finalmente ricordato oggi anche la Presidente von der Leyen. È il principio che difendiamo da sempre”.