
DANIMARCA, PROCACCINI (FDI-ECR): “BENE SU IMMIGRAZIONE MA AMBIENTALISMO È SURROGATO DEL SOCIALISMO”
STRASBURGO, 08 LUG –
“Ho apprezzato i suoi propositi sulla lotta all’immigrazione illegale, sulla protezione delle frontiere esterne, sulla necessità di agevolare i rimpatri di chi non ha diritto all’Asilo. Lei non sa da quanto tempo noi conservatori aspettavamo queste parole da una leader socialista”.
Lo ha affermato l’Europarlamentare di Fratelli d’Italia- ECR, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo, rivolgendosi alla premier danese, Mette Frederiksen, nel dibattito a Strasburgo sull’inizio del semestre di presidenza danese.
“In tutti questi anni, solo per aver usato le sue stesse parole, siamo stati insultati, dileggiati, combattuti dalle sinistre in questo parlamento. Purtroppo in altre nazioni europee, i socialisti continuano a perseguire una folle dottrina immigrazionista “no borders”. Penso alla Spagna o all’Italia, dove gli esponenti del Partito Democratico rischierebbero di svenire sentendo un suo ministro definire “incredibilmente positivo” il protocollo Italia – Albania. Purtroppo la volontà di modificare al rialzo la tassazione europea sull’energia per famiglie e imprese, nel nome della transizione green, rivela la matrice di sinistra del suo governo, che interpreta l’ambientalismo come un surrogato del socialismo, che impone, tassa, vieta, obbliga, comprime la neutralità tecnologica e la libertà delle persone. Tutto questo senza citare mai neppure una volta la parola nucleare. Rivelando l’avversione per questa fonte energetica da parte del Commissario danese all’energia”, ha concluso Procaccini.
“Stiamo lavorando con i nostri partner del G7 ed e’ in qUEl contesto che si discute sull’impatto delle azioni cinesi o delle possibili azioni cinesi su Hong Kong”. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea ad una domanda dei giornalisti. “Ieri al summit UE-Cina e’ stata l’opportunita’ per ribadire ad alto livello la grande preoccupazione da parte dell’Unione per la legge sulla sicurezza ad Hong Kong, che come abbiamo gia’ detto piu’ volte, la consideriamo non in conformita’ con gli impegni presi dalla Cina” e che “mina l’autonomia” dell’isola, ha aggiunto un altro portavoce.
(ANSA).