MIGRAZIONE, PROCACCINI (FDI-ECR): “OGGI STRATEGIA GOVERNO MELONI È DIVENTATA EUROPEA”

STRASBURGO, 10 FEB

Oggi “la strategia italiana del governo Meloni è diventata la strategia europea”, ed è stato superato l’ultimo ostacolo”. Lo afferma Nicola PROCACCINI, eurodeputato di Fratelli d’Italia e presidente del gruppo Ecr, a margine del voto in plenaria con cui il Parlamento europeo ha approvato i rapporti sui Paesi di origine sicuri e sui Paesi terzi sicuri. Si tratta di “una rivoluzione, un cambio di paradigma di cui si accorgeranno gli italiani e gli europei nelle prossime ore”, in cui la delegazione di Fratelli d’Italia è stata “decisiva”; aggiunge.
“Tra poche ore entrerà in vigore il nuovo patto sulla migrazione e sarà completamente diverso, perché finalmente il fenomeno della migrazione non viene subito ma governato”, spiega PROCACCINI. “Viene stilata una lista di Paesi terzi sicuri, che sono esattamente quelli che aveva indicato l’Italia già tempo fa: oggi diventano riconosciuti dall’intera Ue”. Di conseguenza “si pone anche un freno al tentativo di una parte della magistratura ideologizzata di sovvertire quello che è l’ordinamento giudiziario italiano ed europeo”, dal momento che le nuove regole impediranno ai magistrati nazionali di intervenire su ciò che è competenza della politica, “limitando, come giusto che sia, il sindacato soltanto ai casi individuali”.
Tra gli altri “elementi costitutivi” del nuovo Patto migrazione e asilo, l’eurodeputato sottolinea “il fatto che verrà ritenuta inammissibile la domanda nei confronti di quei migranti illegali che sono passati, o partiti, o passati attraverso un Paese terzo sicuro”: per esempio, “chiunque passa dalla Tunisia o dall’Egitto verrà ritenuto automaticamente inammissibile alla sua domanda”. Si tratta di un “passaggio epocale che va incontro ai migranti che vorranno provare a venire legalmente in Italia e in Europa”, se queste ultime “decideranno che la loro richiesta possa essere integrata nel sistema, nelle città europee, nel sistema sociale europeo, perché magari in possesso di requisiti ritenuti validi, come per esempio la professione svolta o la cultura di provenienza”.

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