ETS, FIDANZA-DONAZZAN (FDI-ECR): “L’INDUSTRIA EUROPEA PARLA CON UNA VOCE SOLA. LA COMMISSIONE ASCOLTI CHI PRODUCE, NON CHI FA IDEOLOGIA”

STRASBURGO, 09 LUG –

“La dichiarazione congiunta di Confindustria, BDI e MEDEF sulla revisione del sistema ETS è un fatto politico di grande rilevanza: le tre principali confederazioni industriali d’Europa – Italia, Germania e Francia – dicono con una voce sola ciò che Fratelli d’Italia e i Conservatori europei sostengono da tempo. La decarbonizzazione non può essere pagata con la deindustrializzazione”. Lo dichiarano Carlo Fidanza, Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ed Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR e vicepresidente della commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE).
“I dati citati dalle confederazioni industriali sono impietosi: secondo lo studio dell’Università di Milano-Bicocca, tra il 2013 e il 2024 la riduzione delle emissioni nel manifatturiero è derivata soprattutto dalla chiusura degli impianti, diminuiti del 14,6%, mentre quelli rimasti operano a circa l’80% della capacità. Non è transizione, è desertificazione produttiva. E avviene mentre Stati Uniti e Cina sostengono massicciamente le proprie industrie senza imporsi vincoli paragonabili”, proseguono Fidanza e Donazzan.
“Le priorità indicate da Confindustria, BDI e MEDEF sono chiare: allineare la traiettoria dell’ETS alle realtà industriali e garantire un’equa ripartizione degli sforzi climatici; una riforma della Market Stability Reserve che ponga fine alla cancellazione automatica delle quote; una protezione efficace contro il carbon leakage, con il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 laddove il CBAM non funziona; entrate dell’ETS interamente restituite alla decarbonizzazione industriale e non trasformate in gettito di bilancio; flessibilità attraverso crediti internazionali di qualità e assorbimenti di carbonio; nessuna estensione dell’ambito di applicazione a trasporto marittimo e aviazione. E soprattutto il principio della neutralità tecnologica, che deve tornare a essere la bussola di tutta la politica industriale europea”.
“La Commissione non può più ignorare il grido d’allarme che arriva unanime dal cuore produttivo d’Europa. Come Fratelli d’Italia e come ECR continueremo a batterci perché la revisione dell’ETS diventi lo strumento di una politica industriale che tenga insieme ambizione climatica, sovranità industriale e lavoro. L’Europa si difende producendo, non chiudendo fabbriche”, concludono Fidanza e Donazzan.

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