CARO CARBURANTE, FIDANZA-NESCI (FDI-ECR): «BRUXELLES CONSENTA DI UTILIZZARE I FONDI FEASR NON IMPEGNATI PER SOSTENERE GLI AGRICOLTORI»

STRASBURGO, 07 OTT –

«Il persistente rincaro dell’energia e dei carburanti sta causando aumenti insostenibili dei costi di produzione e comprimendo i margini delle aziende agricole, con effetti particolarmente pesanti nelle aree rurali, periferiche e svantaggiate. Di fronte a una situazione eccezionale, l’Europa deve mettere gli Stati membri nelle condizioni di intervenire rapidamente e con maggiore flessibilità».

Lo dichiarano Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr e coordinatore del
Gruppo Ecr in AGRI, e l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR Denis Nesci, che ha depositato un’interrogazione urgente alla Commissione europea per chiedere misure straordinarie a sostegno del comparto agricolo.

«L’agricoltura è fondamentale per l’economia europea, la sicurezza alimentare e la tenuta delle aree rurali. È quindi necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere le aziende maggiormente colpite dall’aumento dei costi energetici».

Tra questi, l’interrogazione richiama il FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, chiedendo alla Commissione di consentire agli Stati membri di riprogrammare le risorse FEASR non ancora impegnate, attraverso modifiche mirate ai Piani strategici della PAC, per introdurre interventi temporanei a favore delle aziende agricole maggiormente colpite dai rincari.

La richiesta assume particolare rilevanza alla luce dell’articolo 78 del regolamento sui Piani strategici della PAC, recentemente introdotto proprio per consentire agli Stati membri di mobilitare risorse in risposta alla crisi dei fertilizzanti. «Se l’Unione ha ritenuto necessario introdurre uno strumento specifico per affrontare una situazione eccezionale come quella dei fertilizzanti, è necessario verificare se lo stesso approccio possa essere utilizzato anche di fronte all’attuale emergenza legata ai costi energetici e dei carburanti».

Nesci e Fidanza, insieme agli eurodeputati firmatari dell’interrogazione Picaro, Vivaldini, Polato, Magoni, Gemma, Ciccioli, Torselli, Cavedagna, Berlato, Razza, Squarta, Ventola, Donazzan, Gambino, Sberna, Mantovani, Crosetto e Procaccini, chiedono quindi alla Commissione europea di chiarire quali margini di flessibilità possano essere messi immediatamente a disposizione degli Stati membri.

«Non chiediamo di stravolgere la Politica agricola comune ma di utilizzare concretamente gli strumenti che il quadro europeo già mette a disposizione. Non possiamo avere risorse disponibili e, allo stesso tempo, regole troppo rigide per intervenire quando un aumento eccezionale dei costi mette in difficoltà chi produce. L’agricoltura è un pilastro della sicurezza alimentare e dell’economia europea: Bruxelles deve consentire agli Stati membri di sostenerla con rapidità ed efficacia».

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