MIGRANTI, PROCACCINI-FIDANZA-CIRIANI (FDI-ECR): ‘NUOVE NORME BLINDANO DEFINIZIONE PAESE SICURO’

STRASBURGO, 17 DIC –

Il voto all’Eurocamera “ci conforta e ci consolida in questo percorso che porterà”, dopo l’eventuale approvazione definitiva, “alla possibilità di ripartire da subito con i trasferimenti dei migranti irregolari nei centri in Albania”, aggiunge il capodelegazione di Fratelli d’Italia in Ue, Carlo Fidanza. Si tratterebbe di una “conferma del pieno funzionamento di questa iniziativa del governo italiano, perché ricordo che Paesi come l’Egitto e Bangladesh, che sono stati contestati dalla magistratura italiana per non essere considerati appunto dei Paesi terzi sicuri, sono invece pienamente inseriti nella lista europea che stiamo approvando in questa fase. Quindi potranno ripartire i trasferimenti verso questi e altri Paesi sotto un’egida anche giuridica diversa e più forte”, aggiunge, sottolineando come questo vada “esattamente nella direzione che il governo Meloni sta perseguendo ormai da diversi mesi”. Dal canto suo, il relatore del primo testo, Ciriani, spiega che i due voti di oggi vanno a modificare “in modo significativo l’approccio che l’Europa ha nel confronto del fenomeno migratorio”. Il testo è anche “frutto della pressione” e della “capacità di persuasione del governo, perché di fatto molte delle politiche italiane vengono richiamate in questi provvedimenti”. Tra gli aspetti più significativi spicca la possibilità di poter “distinguere nettamente la migrazione legale dalla migrazione illegale e distinguere altrettanto nettamente chi ha diritto alla protezione internazionale da chi non ha diritto e sta abusando di questo sistema”, aggiunge.
L’eurodeputato sottolinea il ruolo degli hub esterni, “cioè la valorizzazione di buone pratiche come quello dell’accordo Italia-Albania che dimostra come il governo italiano avesse ragione”. La soluzione è stata “sottoutilizzata” finora, ma da oggi “potremo finalmente utilizzarla a pieno regime”, aggiunge. Infine, l’ultimo aspetto determinante è appunto la possibilità di formulare tali accordi con i Paesi terzi, “che per noi diventa assolutamente fondamentale per una nuova gestione della politica migratoria. Mi pare che sia un successo”, conclude, dicendosi “assolutamente fiducioso” della traiettoria.

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